antifurto esterno

Adottare un allarme che protegga anche esternamente, ove possibile, presenta numerosi vantaggi.

La differenza sostanziale è che con antifurto unicamente interno è possibile che i ladri decidano comunque di effettuare un "raid", ovvero un'intrusione di pochi minuti, per poi fuggire prima che qualcuno possa intervenire (le statistiche delle Forze dell'Ordine parlano di poco meno di 5 minuti).

Quando invece un malintenzionato viene scoperto in esterno, prima ancora che possa effettuare il suo tentativo, gli si toglie automaticamente il periodo di "bonus". In meno di 5 minuti non potrebbe infatti riuscire a forzare le difese passive (porte, scuri, persiane, infissi, inferriate, ecc.) ed avere poi anche il tempo di introdursi nell'immobile.

Da ciò ne consegue che il ladro, quando individuato in modo preventivo, desiste sempre da suo tentativo.

Questo consente di scongiurare anche i danni che egli, per entrare, potrebbe altrimenti apportare all'immobile. Danni che molto spesso si rivelano di gran lunga superiori al valore dei beni eventualmente sottratti...

Naturalmente la protezione esterna può esporre al rischio di falsi allarmi, vista la necessità di affrontare situazioni climatiche di ogni genere e l'inevitabile potenziale presenza di animali (gatti, cani, uccelli, insetti, ecc.). Pertanto è fondamentale che i sensori utilizzati siano opportunamente progettati per l'uso esterno, ovvero resistenti ad ogni tipo di intemperie, e costruiti per riuscire a discriminare gli eventi climatici (movimento di oggetti e piante dovuti al vento, grandine, neve, pioggia, ecc.) e distinguere efficacemente gli animali dagli uomini.

Per tutto quanto sopra descritto, è facilmente intuibile che l'individuazione del tipo di sensore più idoneo e la relativa installazione, rivestono un'importanza basilare nell'ottenimento della massima affidabilità del Sistema.

 

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